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Isabelle Wenzel

Isabelle Wenzel, nata nel 1982 in Germania, ha studiato per diventare una fotografa ed artista, ma è anche un’acrobata addestrata, che vive e lavra ad Amsterdam. Infatti, ha studiato fotografia e belle arti alla Fachhochschule di Bielefeld in Germania e alla Gerrit Rietveld Academie di Amsterdam dove si è laureata nel 2010.

Fotografia di Isabelle Wenzel
Fotografia di Isabelle Wenzel

Ha esposto in mostre collettive e singole in Germania e nei Paesi Bassi. Ha ricevuto il premio Leica nel 2007 ed i suoi scatti sono stati pubblicati anche in diversi progetti di libri. Nel 2010 ha ricevuto una sovvenzione da Virtual Zoom per un progetto fotografico presentato al Virtual Museum Zuidas di Amsterdam.

Fotografia di Isabelle Wenzel
Fotografia di Isabelle Wenzel

Combinando performance art, scultura, moda e still life, le colorate foto di Isabelle satirano il modo in cui le donne vengono ritratte nella cultura pop.

Ho nominato Isabelle [per il numero “Ones to Watch” di gennaio 2014] perché il suo lavoro è intelligente, fantasioso, originale e molto divertente”, afferma Eugénie Shinkle, docente e autrice di Fashion as Photograph. “Ha cucito insieme performance art, scultura, moda e still life, con qualche accorto commento femminista e un meraviglioso occhio per il colore proiettato in buona misura ed è chiaro che non si limita a ricorrere a queste diverse influenze – capisce davvero come renderle tutte sensate come una fotografia“.

 Fotografia dalla serie "Bulding Images", Isabelle Wenzel, 2010
Fotografia dalla serie “Bulding Images“, Isabelle Wenzel, 2010

Le sue immagini, volutamente senza volto, spesso mostrano le sue gambe che assumono una vita propria. “Non mi piace mostrare le facce, mi irritano dal momento che stanno in piedi imminentemente per una personalità specifica“, spiega. “Mi piace guardare un corpo che, nella sua assenza della testa, diventa il proprio organismo di lavoro”.

Fotografia dalla serie "Positions", Isabelle Wenzel
Fotografia dalla serie “Positions“, Isabelle Wenzel

Solitamente imposta il proprio corpo davanti alla telecamera e, entro i secondi che l’autoscatto le consente, assume una posizione impossibile e continua a tenerla fino a quando la fotocamera non ha scattato. Il fulcro delle fotografie di Isabelle è il corpo come forma fisica, piuttosto che le persone stesse. Facendo una fotografia, si blocca una posa nel tempo, per così dire, e, così facendo, attira l’attenzione sulle qualità scultoree del corpo. Per ottenere una determinata immagine, le manovre devono essere eseguite ripetutamente. In questo modo, esegue la sua piccola performance sperimentale davanti alla fotocamera, che la cattura in una forma “congelata”.

 Fotografia dalla serie "Bulding Images", Isabelle Wenzel, 2010
Fotografia dalla serie “Bulding Images“, Isabelle Wenzel, 2010

Ossessionata sin dalla giovane età dalla possibilità di superare la gravità, Isabelle afferma: “Per me, le gambe sono collegate con il potere e il movimento. Questo è, per causa, una contraddizione, dal momento che sto usando un mezzo che congela tutto e li trasforma in oggetti“. Costituito da una combinazione di pensiero rapido e forza, spiega anche che c’è ben poca post-produzione coinvolta (principalmente solo giocando con il colore e l’esposizione) nel suo lavoro. “La mia sfida principale è che il mio archivio è in costante crescita, mi piace giocare e trovare nuovi modi di guardarlo per ottenere combinazioni sorprendenti“, rivela.

Fotografia dalla serie "Positions", Isabelle Wenzel
Fotografia dalla serie “Positions“, Isabelle Wenzel

Questa capacità di entrare nel cuore misogino della cultura popolare usando l’intelligenza tagliente e l’intelligenza misurata è ciò che distingue il lavoro di Isabelle. Nella serie “Positions“, la vediamo vestita in vari tessuti, in posa come un tavolo. In diverse posizioni, infatti, il suo sedere, la sua schiena ed i suoi tacchi diventano il tavolo, mentre la sua faccia è sempre nascosta. In uno scatto la si vede avvolta da un paio di collant su uno sfondo a scacchiera che diventa un coloratissimo motivo domestico. La stessa artista, in questo caso, diviene un tavolo, ma sotto le sembianze di una donna che lotta per liberarsi dai confini del suo corpo contorto.

Fotografia di Isabelle Wenzel
Fotografia di Isabelle Wenzel

Ciò che mi attrae del suo lavoro è il modo in cui si adatta direttamente al cuore degli stereotipi femminili nella fotografia riducendola ai suoi elementi più basilari – caricatura e display – e confrontando lo spettatore con questi elementi in modo davvero divertente“, afferma la Shinkle.

I riferimenti che Wenzel fa sono anche umoristici e generici, con il colore che gioca un ruolo importante. Diverse decadi sono referenziate attraverso la tonalità delle immagini, così si ha la sensazione degli anni Cinquanta attraverso la tavolozza di Norman Rockwell (pittore e illustratore statunitense).

Fotografia di Isabelle Wenzel

Eppure, nonostante tutto il contenuto serio, la fotografa ha ancora un tocco leggero. La Shinkle dice che nel suo lavoro “presenta il corpo femminile come una collezione di zone erogene frammentate – gambe, fianchi, glutei – che rende la parodia della feticizzazione di queste parti del corpo nella moda e nelle immagini pubblicitarie. La femminilità si riduce a un gruppo di significanti altamente convenzionali (gonna, collant, tacchi, sottovesti) e ruoli stereotipati (casalinga, segretaria, pin-up) e lo mette in scena in un modo che restituisce lo sguardo allo spettatore, presentandoli con la meccanica degli stereotipi visivi, senza essere severi o didattici. È ottimo“.

Fotografia di Isabelle Wenzel
Fotografia di Isabelle Wenzel

Nella serie “Bulding Images“, del 2010, mostra questo sé disincarnato in un ambiente d’ufficio, dove spoglia le gambe rimanendo in calze da segreteria che sporgono dai banchi e dagli schedari in perfetto stile Guy Bourdin (fotografo di moda francese). Ha, difatti, smontato un intero ufficio per preparare la location dello shooting e costruire le sue immagini.

Fotografia di Isabelle Wenzel
Fotografia di Isabelle Wenzel

La maggior parte delle foto di Isabelle, quindi, si concentrano su gambe e piedi in aria, vestita con leggings, in perfetta forma acrobatica. La fotografa, però, che ha originariamente preparato gli autoritratti nel suo studio ad Amsterdam, ha recentemente spostato il suo lavoro in grandi spazi aperti. “Sto compiendo tentativi ed errori connessi all’improvvisazione e rinunciando al controllo. Mi piace lavorare da sola, quindi la comunicazione è istantanea e il processo diventa più veloce“, spiega.

Fotografia di Isabelle Wenzel
Fotografia di Isabelle Wenzel

Link

https://www.isabelle-wenzel.com/

https://www.bjp-online.com/2015/07/isabelle-wenzel-ones-to-watch/

https://butdoesitfloat.com/Isabelle-Wenzel

https://dergreif-online.de/contributors/isabelle-wenzel/

https://www.collater.al/isabelle-wenzel-building-images/

https://www.dazeddigital.com/photography/article/25657/1/isabelle-wenzel

https://www.c41magazine.it/isabelle-wenzel/

https://trendland.com/isabelle-wenzels-photography/